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Briciole che saziano

ARCIDIOCESI DI MESSINA LIPARI S. LUCIA DEL MELA

BRICIOLE CHE SAZIANO

Orientamenti Pastorali dell' Arcivescovo per il biennio Pastorale 2014-2016

Briciole-che-sazianoMiei cari sacerdoti, diaconi, consacrati, fedeli laici,
fratelli e sorelle in Cristo Gesù,

certi dell’aiuto divino, proseguiamo fiduciosi il cammino pastorale decennale “Verso la tua Parola guida il mio cuore”, impegnati nella scelta di “educare alla vita buona del Vangelo”, tesi verso lo sviluppo integrale della persona umana.

Ci anima, infatti, la consapevolezza che l’educazione è orientata alla misura alta della vita cristiana,alla piena umanità della persona, all’attuazione dell’originale immagine di Dio impressa in ogni uomo e incarnata compiutamente in Cristo Gesù.


Abbiamo dedicato il triennio 2011-2014, “Li chiamò... stette con loro... li mandò”, alla formazione degli educatori, - presbiteri, famiglia, comunità educante – secondo le categorie evangeliche della chiamata, della comunione e della missione:
i presbiteri
(anno 2011-2012), educatori per vocazione e missione, modelli e guide delle comunità, chiamati a configurarsi a Cristo, l’uomo nuovo, ed a promuovere una antropologia radicata nella persona di Cristo;
la famiglia
(anno 2012-2013), prima comunità educativa in cui la relazione con il “tu”, l’altro, costitutiva della persona, trova la più incisiva e compiuta manifestazione, e la cui specifica vocazione si riassume nell’accoglienza, nella promozione e nella crescita dell’umano;
la comunità’educante
(anno 2013-2014), spazio vitale che accompagna la maturazione umana e cristiana della persona, autentico crocevia di istanze educative: catechesi, liturgia, carità, comunione, testimonianza e missione.

Il nostro impegno educativo, a partire dalla centralità della persona, ci richiede un profondo radicamento nel vissuto umano, una presenza solidale e discreta nella vita concreta dell’uomo raggiunta dalla grazia divina nei più disparati e impensabili risvolti ell’esistenza.
Imprescindibile, pertanto, rimane per noi lo sforzo di declinare le dimensioni della nostra azione pastorale all’interno degli ambiti dell’esperienza umana già indicati dal Convegno ecclesiale di Verona: vita affettiva, fragilità, lavoro e tempo libero, cittadinanza, tradizione.
I linguaggi e le gestualità dei nostri “strumenti educativi” (catechesi, liturgia, carità) devono seriamente considerare e calarsi nelle pieghe dell’umana esistenza per essere significativi e in grado di toccare la vita, la mentalità, le abitudini e i comportamenti quotidiani.

Miei cari fratelli, in comunione con i membri del “gruppo pastorale di Antillo”, ho scelto di orientare il cammino della nostra amata Chiesa verso questo nuovo biennio pastorale 2014-2016 che abbraccia l’anno di preparazione (2014-2015) al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015) dal tema “In Cristo Gesù il nuovo umanesimo” e quello successivo alla celebrazione dell’evento ecclesiale (2015-2016), in attesa della Nota dell’episcopato italiano che  offrirà indicazioni ed orientamenti pastorali alle Chiese d’Italia.
La tematica di questo nuovo entusiasmante biennio che si staglia all’orizzonte della vita e dell’azione pastorale della nostra Chiesa emerge con forza dall’invito del Comitato preparatorio al Convegno di Firenze che chiama le Chiese d’Italia a “proporre alla libertà dell’uomo contemporaneo la persona di Cristo e l’esperienza cristiana quali fattori di un nuovo umanesimo”.

Si tratteggia, così, un percorso di idee che innanzitutto individua come scopo il convergere in Cristo Gesù, fulcro dell’humanum ravvisando, contestualmente, la necessità di sviluppare le potenzialità dell’insegnamento conciliare sull’uomo.

Carissimi, vi chiedo di accogliere questo forte appello a noi rivolto e di disporvi alla cura dell’umano, sempre presente nell’insegnamento del Magistero (Concilio, Documenti pontifici e dell’episcopato italiano), non solo nella sua essenza, bensì nella sua storia reale e concreta, in quanto “chiama in causa valori, grazie ai quali e per i quali l’uomo formula le sue rivendicazioni, affronta le sue preoccupazioni, vive le sue speranze” (Nosiglia).
Papa Francesco, riconoscendo la necessità di “ridiscutere un modello di sviluppo che sfrutta il creato, sacrifica le persone sull’altare del profitto e crea nuove forme di emarginazione e di esclusione”, ha ricordato ai vescovi italiani che “il bisogno di un nuovo umanesimo” è “gridato (invocato) da una società priva di speranza, scossa in tante sue certezze fondamentali, impoverita da una crisi che, più che economica, è culturale, morale e spirituale” (Assemblea CEI, 19 maggio 2014).

Dalla Lettera Pastorale "Briciole di Pane" di S. E. L'Arcivescovo Mons. Calogero La Piana

 

Clicca sul link sottostante, per scaricare "Briciole che saziano" Orientamenti Pastorali 2014-2016

 

 

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