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Spiritualità Diaconale

Prima di parlare della spiritualità del diacono, è di aiuto definire in cosa consiste la di spiritualità cristiana: essa è l'impronta santificatrice lasciata dallo Spirito Santo nella vita dei credenti, che a motivo di questa azione, sono resi dunque sempre più conformi al loro Salvatore e Signore Gesù Cristo.

Azione dello Spirito Santo, che con imprevedibile gratuità trasforma con il cuore la stessa condotta dell'uomo e la sua intelligenza, rendendolo idoneo a discernere ciò che è gradito a Dio per compiere la sua volontà (Rm 12,1-2).

In modo dettagliato, con spiritualità diaconale si può indicare quella dimensione personale, ma anche ecclesiale, della vita cristiana che conforma il discepolo a Colui che non è venuto per essere servito ma per servire: l'azione dello Spirito, in questo caso, fa cogliere nella gioiosa disponibilità al servizio fraterno la pienezza del comandamento di Cristo ( cf. Gv 13,34), operando una conformazione sempre più prossima e coinvolgente al mistero di Colui che per amore si è fatto povero (2 Cor 8,9) e servo (=diacono) di tutti (Mc 10,44-45).

Allora ogni vera spiritualità diaconale, è innanzi tutto, vera capacità di ascolto, docilità alla parola, mitezza del cuore pronto all'obbedienza: solo ai miti, infatti, è promesso l'ingresso nella terra della benedizione (Mt 5,5).

Vivendo questa spiritualità il diacono, membro e ministro della Chiesa, è chiamato a essere segno vivo di Cristo Servo e, nello stesso tempo, ad assumere il compito della Chiesa "di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sul loro reciproco rapporto".

Per conseguire nella quotidianità una vera conformazione alla diaconia di Cristo, i punti di forza di questo cammino spirituale, secondo quanto già indicato dal Concilio, sono: la conoscenza abbondante e assidua della Sacra Scrittura (cf Col 3,16) che prepara la partecipazione trasformante al Ministero Pasquale dell'Eucaristia.

Il primato della Parola e la centralità dell 'Eucaristia devono diventare uno strumento effettivo di formazione alla diaconia, solo alla luce della Parola si può crescere nella vita di preghiera e solo con l'Eucaristia si consegue quella reale partecipazione alla natura di Cristo richiesta dalla ordinazione sacramentale.

Questo stile di vita nel diacono genera un forte senso di fraternità da vivere fin da ora perché il mondo vedendo creda, "Da questo - è scritto - tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35).

Questa tensione nella diaconia ordinata, che nasce dall'Eucaristia e ad essa ritorna, ha un'intensità particolare, come un desiderio di unire innanzitutto a Cristo, e quindi alla Chiesa, soprattutto i poveri e i lontani.
La spiritualità diaconale ha per sua natura questa pronta e gioiosa attitudine a cercare la comunione con gli ultimi i più deboli e bisognosi, come segno concreto offerto al mondo per conoscere lo stesso amore divino.

Non a caso nell'antichità spettava proprio ai diaconi visitare malati e carcerati, farsi carico dei poveri e di orfani, mantenere le relazioni tra le Chiese e, soprattutto, essere il segno storico dell'amore della Chiesa e della sua Eucaristia, unendo l'azione sacramentale del vescovo alla testimonianza concreta di carità.

Spiritualità diaconale quindi, vissuta in pienezza, quando diventa un portare gratuitamente il ministero dell'amore di Dio a quelli che non hanno molta speranza di incontrare il suo volto amante di padre.
Di questa spiritualità diaconale devono essere illuminati i diaconi e i candidati, che oltre alla Parola e all'Eucaristia, sarà loro stile di vita e fonte di grazia:

  •  La recita quotidiana della liturgia delle ore;
  •  L'accostamento regolare al sacramento della penitenza;
  • I ritiri e gli esercizi spirituali: non deve mancare ai diaconi e ai candidati un «accompagnamento» spirituale che significa avere un direttore spirituale cui fare costante riferimento.
  •  La devozione alla Vergine, Serva del Signore e Madre del Salvatore, «primo ed emininente esempio di totale servizio».

Spiritualità che nei diaconi sposati dovrà alimentare in maniera armonica la spiritualità del sacramento del matrimonio con quella dell' ordine.
Quindi ministero diaconale e ministero coniugale e familiare devono camminare insieme. I diaconi devono vivere il loro matrimonio e la propria consacrazione come segno sponsale di Cristo ed " essere ministri di santificazione della famiglia e di edificazione della Chiesa" .

Parimenti anche i diaconi celibi poichè si tratta della totale scelta di Cristo e della sua Chiesa, segno della donazione totale di Cristo al Padre, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei (Ef 5,25).

Spiritualità che presuppone, per un fruttuoso esercizio del ministero una formazione umana, pastorale, culturale e teologica, la quale con continui approfondimenti dei contenuti sia fondamento della formazione permanente per i diaconi.

E perciò ogni vera diaconia della parola è sempre un dire agli altri ciò che si è ascoltato è creduto; così come ogni vera diaconia della carità non è un atto virtuoso, ma è sempre un usare agli altri quella misericordia con cui si è stati amati.

Il servizio cristiano non è un atto virtuoso di chi si concede di fare del bene agli altri, ma è il modo con cui il Figlio ci rivela l'essere-per-noi di Dio, cioè il suo infinito essere per gli altri fino alla follia della croce. La diaconia del cristiano è sempre una fedele imitazione di Cristo e del suo amore gratuito.

Questo essere-per-gli-altri definisce la diaconia sostanziale dei discepoli, il loro modo di testimoniare Cristo, lasciandosi conformare a Lui fino in fondo. Questa diaconia sostanziale è il frutto dello Spirito che, mediante l'azione sacramentale, fa dei battezzati un popolo sacerdotale, profetico e regale e consiste finalmente nel fatto che a tutti i cristiani è dato di essere e di agire come ha fatto Lui, Gesù Cristo.

Diaconia che non viene dalla carne e dal sangue, ma è un dono perché è un altro che la compie in noi, e proprio perché questa conformazione a Cristo servo non è nelle possibilità dell'uomo, Dio ha predisposto un servizio una "diaconia strumentale" al fine di santificare i suoi.
Come è scritto, il Signore tra i suoi discepoli ne mise da parte alcuni perché continuassero nel tempo la sua opera di liberazione e di mediazione santificatrice (Mc 3,14-15).

L'azione ministeriale della diaconia ordinata è dunque lo strumento di servizio - in questo senso è detta strumentale - predisposto per la crescita ben coesa e compatta della Chiesa, vero corpo di Cristo (Ef 4,11-13).

Da qui il paradosso solo cristiano che vuole che vuole i capi come veri servi e coloro che sono stati chiamati a servire i fratelli, li vede come capi del gregge di Cristo.

"Comandare servendo è il frutto più originale della spiritualità diaconale".

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